sabato 7 agosto 2010

Vacanze!

Finalmente sono arrivate le agognate vacanze! Certo sono arrivate venerdi dopo aver tirato fino allo 20 a studio per un concorso che stiamo facendo, sono arrivate con un cantiere aperto a Roma che terminerà a fine agosto per cui il pensiero sarà sempre lì, sono arrivate con il dispiacere di non esser riuscito a concludere quel concorso che dovevo fare...  però sono arrivate. Ed ora non ho intenzione di lasciarmele scappare. Mi dedicherò a tempo pieno ai miei pargoletti. Per cui ci si vede a settembre!

mercoledì 28 luglio 2010

La chioccia

Quanto mi manca P.! E' stato l'architetto che mi ha accolto (fresco di laurea) nello studio in cui lavoro tuttora. Mi ha insegnato tante cose da veterano esperto dei lavori pubblici, con i suoi modi da ex-insegnante qual'è, severo ma al tempo stesso accondiscendente.
E poi mi manca la sua figura al mio fianco da quando circa un mese fa ha deciso che non sarebbe più venuto a studio per dedicarsi ai suoi hobby... d'altronde la pensione era già matura da un po'! Mi mancano le sue battute, i suoi aneddoti sulla professione o su quando faceva il professore di Educazione Tecnica alle medie. Mi mancano anche le scenette con l'architetto capo dello studio che usava andar via all'improvviso mentre P. gli spiegava qualcosa... e lui girandosi verso di me in tono serio diceva: "Te 'o dico a te!"
Grande P.!
Adesso ti stai godendo le tue meritate vacanze... potrai dedicarti di più al tuo nipotino e ai tuoi viaggi in moto!
Ti auguro tutto il bene possibile.

martedì 27 luglio 2010

Er commitente

Io lo strozzo... prima o poi.
Ho deciso che prima di accettare il prossimo lavoro da un Committente privato gli sottopongo un test
psicologico ed in base ai risultati stilerò la mia parcella. Non credo sia nemmeno educato chiamarti a qualsiasi ora per chiederti il colore della mattonella o perché nel Capitolato mancano 0,005 cmq di parquet. D'ora in poi chiedero un balzello per l'aiuto psicologico... mi sembra il minimo.

giovedì 22 luglio 2010

Concorsi di architettura

E' incredibile, per l'ennesima volta sono arrivato primo dei non premiati ad un concorso internazionale di architettura... ormai mi sto quasi rassegnando. E' umiliante vedere che il primo classificato si conosce bene con un membro della giuria per essere stato a sua volta giurato che giudicava il suo amico.
Mi sono impegnato al massimo per questo concorso lavorando di notte, sottraendo tempo ai miei figli e a mia moglie, perdendo tempo e soprattutto denaro perché se dedico il mio tempo al concorso ovviamente non posso lavorare.

In un paese civile questi scambi di favori non possono esistere. Ci sono i presupposti per fare un ricorso grande come una casa (d'altronde parliamo d'architettura) ma ovviamente a noi non conviene fare un ricorso spendendo fior di quattrini per gli avvocati e alla fine ricevere una menzione.
Anche nel precedente concorso in cui veniva premiato il primo classificato sono arrivato secondo (per poi sentirmi candidamente dire dal primo classificato che loro avevano delle conoscenze nell'Ente banditore).
Questa è l'Italia... forse non ci rimane che emigrare finché siamo in tempo.

lunedì 28 giugno 2010

Siamo fuori

E' chiaro che grazie alla vigente normativa i giovani architetti sono esclusi di fatto dai lavori pubblici. Girovagando per la rete noto che i concorsi di idee che non siano oggetti di design o logotipi scarseggiano sempre di pìù. E per i giovani architetti è sempre più difficile ricavarsi una nicchia lavorativa. La maggior parte dei bandi pubblici sono bandi a procedura aperta dove i requisiti per la partecipazione consistono nell'avere fatturati da studi avviati da molti anni. Molto spesso non si può far ricorso nemmeno al cosiddetto "avvalimento". Per non parlare ad esempio degli affidamenti degli incarichi al di sotto della soglia dei 100.000 € dove è regnano le logiche clientelari o di partito... insomma cosa formiamo a fare migliaia di architetti nelle nostre università se poi sono relegati al lavoro del caddista o alle pratiche da geometra? E' chiaro che gli studi degli architetti anziani non vogliono vedersi scippato il lavoro dai giovani, ma prima o poi il ricambio generazionale dovrà avvenire. In che modo e come non c'è dato sapere.

lunedì 21 giugno 2010

Confronti

Alcuni giorni fa ho ospitato a casa un collega di Venezia che lavora molto anche in Austria (perché sposato con un'architetta austriaca). E' stata una bella occasione per confrontarsi su alcuni temi riguardanti l'architettura. In particolare è stato interessante sapere che in Austria lui era riuscito ad ottenere un permesso di costruire per una villetta in 15 (!) giorni consegnando 2 (!!!) documenti. Più esattamente in un documento si asseverava la corrispondenza del progetto alle normative vigenti austriache e sull'altro che il progetto era stato visionato dai vicini i quali non avevano nulla da obiettare.
Inutile descrivere la mia faccia che si contorceva a tali dichiarazioni mentre il mio cervello elaborava i tempi per ottenere lo stesso permesso in Italia (sempre che si riescano a schivare nulla osta vari, tecnici corrotti etc etc).
Inoltre mi chiedevo quanto potesse risparmiare il cliente, visto che non deve pagare due anni di faccende burocratiche all'architetto ma al massimo il tempo necessario per elaborare il progetto (cui si potrebbe dedicare il tempo necessario con una conseguente migliore qualità della realizzazione piuttosto che girare a vuoto per uffici ).
Due domande:
Possibile che solo nel nostro paese si debba produrre una montagna di carta anche per spostare un tramezzo?
Se adottassimo un sistema tipo quello austriaco quanti furbi ne approfitterebbero per realizzarsi un grattacielo in giardino?

mercoledì 16 giugno 2010

"Coloro" che non pagano

"Coloro" inteso sia come plurale di colui/lei che come prima persona del verbo colorare... ultimamente sono stato un po' fessacchiotto e non ho ascoltato i consigli dei miei colleghi più anziani... "fatti dare sempre un anticipo prima... così il cliente si affeziona..."

L'ultima volta ho beccato proprio il cosiddetto marpione, uno che ho scoperto avere intestate alla Camera di Commercio una quindicina di aziende delle più disparate. Mi doveva 2500 € e dopo l'ultima telefonata ("mandami la fattura via mail.. non c'è problema") è praticamente scomparso. Credo che abbia cambiato numero di telefono... oltre ad aver venduto l'ufficio. So dove abita e mi piacerebbe aspettarlo sotto casa almeno per guardarlo in faccia, per dirgli "guarda cosa c'è scritto sul contratto che hai firmato", per spiegargli che anche io ho una famiglia e che mi sembra ipocrita frequentare la chiesa (dove l'ho incontrato alcune volte) se poi ti comporti come un ladro.
Probabilmente nemmeno arrossirebbe.